ARBISTAR IN TRIBUNALE

L’Alta Corte Nazionale Spagnola (Audiencia Nacional) un Tribunale con sede a Madrid, sta indagando per frode aggravata, organizzazione a delinquere e falsificazione di documenti commerciali alcuni promotori di Arbistar, tra cui il fondatore Santiago Fuentes.

Arbistar era una società con sede legale in Spagna a Santa Cruz de Tenerife che si occupava di arbitraggio di cripto monete attraverso un robot per il trading che consentiva di effettuare investimenti in maniera automatica, concentrandosi esclusivamente sul Bitcoin.

L’arbitraggio delle criptovalute è una strategia che sfrutta le inefficienze del mercato per trovare profitto nelle differenze di prezzo di Bitcoin fra le molteplici piattaforme di cambio, gli exchange.

Purtroppo si trattava dell’ennesima attività fraudolenta di raccolta di danaro abusiva, presente e molto pubblicizzata anche in Italia, che prometteva agli investitori rendimenti tra l’8% e il 15% al mese con pagamenti a cadenza settimanale.

Non per caso, il 16 Novembre 2020 l’ente di controllo finanziario italiano, la Consob, ha comunicato al pubblico dei risparmiatori che il sito arbistar.com era stato oscurato dopo che l’11 novembre la stessa autorità di vigilanza italiana ne aveva sospeso l’attività di offerta al pubblico.

LINK AL COMUNICATO CONSOB

Il capo del Juzgado Central de Instrucción (la Corte centrale di istruzione), José Luis Calama, ha accettato l’inibizione di un tribunale di Tenerife con l’intesa che gli indagati avrebbero potuto incorrere nelle frodi di cui sopra.

Ad oggi gli inquirenti indicano una frode di circa 40 milioni di euro ma le somme stimate potrebbero tranquillamente raggiungere i 100 milioni.

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