ADHD – Una nuova malattia da social

I social media possono causare sintomi di ADHD? Uno studio dimostra che c’è un collegamento

Prima ti connetti a Twitter, poi vai su WhatsApp ed infne controlli altri profili su Facebook e cerchi persone su Instagram; poi però, ti dimentichi completamente di quello che stavi facendo prima di prendere il telefono.

Hai mai avuto questa esperienza? Dove sembra come se ti stessi svegliando da una specie di “nebbia da social” e ti ritrovi incapace di concentrarti sul tuo lavoro, o più semplicemente non riesci a stare concentrato e seguire una conversazione con un amico?

Bene, sappi che questi comportamenti stanno diventando sempre più comuni; secondo un nuovo studio, il tempo che molti di noi trascorrono utilizzando i social media, può causare sintomi ADHD a lungo termine, il che significa che il tempo trascorso sul display influisce fortemente sulla capacità di concentrazione.

Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività o ADHD (attention deficit hyperactivity disorder) è un disturbo del neuro sviluppo caratterizzato da problematiche nel mantenere l’attenzione, eccessiva attività o difficoltà nel controllare il proprio comportamento (impulsività) che non appare adeguato all’età della persona.

Personalmente, questa scoperta non mi sorprende per nulla, e comincio a trovarla abbastanza inquietante: il fatto è che i social media, non sembrano essere una semplice moda di passaggio, perché ormai la maggior parte della vita delle persone viene vissuta all’interno di uno schermo.
Trovo quindi estremamente importante essere consapevoli di come i social  stiano fortemente influenzano il nostro cervello e, più specificamente, la nostra capacità di concentrazione.

Il nuovo studio sembra dimostrare che l’uso sempre più costante nei social possa seriamente aumentare il rischio di sviluppare sintomi da disturbo ADHD.

Nel caso in cui non siate completamente sicuri di cosa sia realmente l’ADHD, il NIMH (National Institute of Mental Health), lo definisce come una condizione “segnata da un modello continuo di disattenzione e iperattività / impulsività che interferisce con il funzionamento o lo sviluppo.”

I sintomi di ADHD, secondo il NIMH, includono difficoltà a rimanere concentrati, ad avere comportamenti impulsivi, sottovalutando quelle che possono essere le conseguenze a lungo termine.

Adam Leventhal , psicologo ed autore di questo nuovo studio, ha affermato che passare molto tempo sui social media è nocivo per la salute mentale delle persone”.

Ecco come è sviluppato lo studio vero: in un periodo di due anni, i ricercatori hanno esaminato più di 2.500 studenti che frequentavano varie scuole nella contea di Los Angeles.
All’inizio dello studio nessuno degli adolescenti mostrava sintomi di ADHD, ma alla fine dei due anni, gli adolescenti che hanno fatto un uso quotidiano più frequente dei social, erano molto più propensi a mostrare i sintomi di ADHD.

Sono inoltre aumentati casi di depressione ed è incrementato il numero di ragazzi con tendenze suicide, e alcune ricerche hanno riscontrato che molti di essi sono più infelici e si sentono più soli. Queste problematiche non si erano mai presentate nei ragazzi di giovane età prima dell’avvento dell’era digitale.

Per quanto riguarda il modo in cui i ricercatori hanno misurato i sintomi di ADHD degli studenti, i ragazzi sono stati valutati dall’inizio alla fine dello studio tramite un questionario standardizzato per i sintomi dell’ADHD, rispondendo a domande su quante azioni svolgevano durante l’arco della giornata come scrivere, scorrere le app dei social media o condividere video in streaming e musica.

Alla fine dello studio si è constatato che erano proprio gli studenti che usavano maggiormente i social a mostrar di maggiori sintomi di ADHD.

Secondo la dottoressa Katie Davis , questa ricerca supporta la tesi che la tecnologia possa causare una disfunzione cerebrale chiamata DMN ( default mode network). Secondo la dottoressa, una parte del nostro cervello resta iperattiva anche nel momento in cui non si sta facendo nulla e la DMN sia la responsabile di situazioni come ad esempio sognare ad occhi aperti.

I social e l’uso smoderato di tablet, pc e smartphone stanno peggiorando ulteriormente questi problemi: quando la tecnologia viene utilizzata costantemente, il cervello rimane in uno stato attivo, la disfunzione all’interno della DMN viene esacerbata ed i sintomi di ADHD aumentano in maniera esponenziale.

Ma in questo periodo storico, come è possibile allontanarsi dallo schermo?

Beh, ci vuole sicuramente un po ‘di sforzo. Secondo Marygrace Sexton, fondatrice di A-GAP, una fondazione senza scopo di lucro che incoraggia le persone a vivere le loro vite sviluppando una relazione sana con i social media, implica molto più che limitarne l’uso o cancellare i propri account. Si tratta davvero di ripensare il modo in cui si interagisce con gli altri.

Siamo così abituati a passare il nostro tempo con i nostri conoscenti sui social, che stiamo riducendo al minimo l’importanza delle comunicazioni e delle esperienze faccia a faccia con queste stesse persone.

Non è facile tornare a 10 anni fa quando i social non esistevano ancora, ma è assolutamente essenziale ritornare a comunicare con gli altri senza utilizzare il mezzo digitale. Dobbiamo trovare alternative sane con l’obiettivo di rimanere in contatto con loro anche attraverso le vecchie modalità di comunicazione.

Ridurne questo uso smoderato, considerati questi nuovi risultati di ricerca sull’ADHC e le problematiche che vanno ad intaccare il nostro cervello, credo sia di fondamentale importanza per la nostra salute ed iniziare a fare questi piccoli cambiamenti oggi, potrà essere determinante per il nostro futuro.

Fonte: www.AlessandroNorcia.it

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